Cambio al vertice del Comitato San Lorenzo: lascia lo storico presidente Maresita Brandino

Ho pensato molto se scrivere un articolo dopo aver ricevuto il comunicato stampa del Comitato in cui si spiegavano le ragioni per le quali il Comitato San Lorenzo ha deciso di rinnovare la carica di Presidente, dopo aver “ottenuto” le dimissioni della storica Presidente Maresita Brandino.
Sono stato molto combattuto anche perché, poche ore dopo l’invio del comunicato agli organi di stampa, ho ricevuto da un esponente della dirigenza dello stesso Comitato l’invito a “non procedere con articoli e polemiche…”. Un tentennamento dovuto alla mia decennale amicizia con la ex presidente che ormai da oltre 20 anni conosco e con la quale ho un grande rapporto di amicizia, un’amicizia nata con l’associazione Giovanni Gallo e proseguita con la collaborazione con il Corriere di Carmagnola che dirigo. Avrei voluto evitare di “rigirare il coltello nella piaga”, ma dopo l’uscita sui maggiori quotidiani nazionali della notizia, come giornalista e come amico, non posso tacere.
DSC_0629Nel suo comunicato (che potete trovare integralmente qui a fianco), il Comitato san Lorenzo chiarisce che il cambio al vertice si è reso necessario per:

“dissidi sul modo di condurre le iniziative a favore dell’ospedale San Lorenzo e, soprattutto, per ribadire la propria funzione e autonomia, messe ultimamente in discussione da una gestione verticistica troppo incline verso un gruppo politico e verso le direttive di alcuni suoi esponenti regionali”.

Detto in altre parole, si accusa Maresita Brandino di essere troppo “vicina” al vicepresidente del Consiglio Regionale Boeti e al sindaco Testa: il primo, esponente di primo piano del PD torinese e il sindaco, espressione del centro sinistra locale.
Ho voluto chiedere alla stessa interessata una dichiarazione sulle motivazioni che l’hanno portata alle dimissioni, in modo che non vi siano fraintendimenti e capire come ha vissuto questo momento difficile: “Sono stata in prima linea fin dal 2011, quando la dott. Briccarello ha deciso di chiudere il punto nascita per tre mesi per risparmiare 300mila euro che, si dice, a conti fatti si sia speso molto di più. In questi tre anni il Comitato san Lorenzo ha cambiato i protagonisti, negli ultimi tempi sono subentrate persone giovani, con idee diverse che mi fanno sentire troppo “moderata”.
I miei settant’anni mi impongono di cominciare a mollare qualche impegno, sono ancora attiva su diversi fronti nel volontariato sociale e penso sia giunto il momento di lasciare il Comitato san Lorenzo a persone e idee nuove che non possono che portare benefici alla causa per il rilancio dell’ospedale San Lorenzo”. Come si suol dire… una signora con la S maiuscola.
Vorrei invece fare alcune considerazioni sulle motivazioni indicate nel comunicato e sulla cosiddetta “Democrazia rappresentativa” che mi sembra spesso venga dimenticata.
Il Comitato nasce tre anni fa quando l’allora Giunta Cota, tramite i suoi rappresentanti posti al vertice dell’ASL, decide, per recuperare soldi, di chiudere il punto nascite, etc etc.
Da allora, dopo lo scandalo che ha coinvolto Cota, si è andati alle elezioni e il nuovo governatore della Regione è Sergio Chiamparino, che rappresenta anche i voti di molti carmagnolesi che hanno votato Sinistra ecologia e Libertà, Partito Democratico, i Moderati, Rifondazione Comunista e altri ancora. Questo per dire che, ora Chiamparino e con lui l’assessore Saitta, sono stati da noi incaricati di andare a sedere in Regione e tra le migliaia di cose che hanno promesso di fare, per poter convincere l’elettorato a votarli, c’era anche “trovare una soluzione per non chiudere il San Lorenzo a Carmagnola”. Glielo abbiamo chiesto tutti, compreso tutti i componenti del comitato, tra le cui file, vi sono molti esponenti del direttivo che si sono candidati tra le liste di SEL (tra cui lo stesso presidente pro tempore). E che la ex presidente venga accusata di essere “troppo incline verso un gruppo politico e verso le direttive di alcuni suoi esponenti regionali” solo per il semplice fatto di cercare il bene del San Lorenzo attraverso il dialogo con le istituzioni preposte, mi sembra sinceramente “una fesseria”. Questa si chiama “democrazia rappresentativa”: se tu vieni eletto a rappresentarmi con un programma ben preciso, ti chiedo poi conto di quello che fai. Lo stesso deve capitare con Chiamparino e Saitta, come è capitato con Cota: quante parole profuse contro Cota che non ascoltava le nostre ragioni. E quando qualcuno ascolta e insieme si cerca di trovare una soluzione, che si fa, si grida al “clientelismo”?
Mi sembra proprio che una parte della sinistra locale sia contro tutto e contro tutti a prescindere, dimenticandosi che all’interno delle stesse istituzioni siedono i loro esponenti che li rappresentano. E cosa diranno a questi signori? Perchè non sono loro a essere coinvolti dalle loro richieste? Quanto ci siamo scandalizzati e quanto abbiamo scritto (e mi sono preso anche una citazione dall’avvocato) sul fatto che a molti sembrava che i consiglieri comunali di centro destra di Carmagnola non facessero sentire la loro voce a Cota!
Mi spiace molto che si sia arrivati a questo punto perché, oltre a essere solidale con Maresita Brandino, il comitato San Lorenzo perde un’ instancabile componente che ha dato l’ anima per cercare di salvare l’ospedale di Carmagnola. Impegno che, mi auguro ma ne sono certo, vorrà continuare una volta “sbollita” l’amarezza di essere stata “ costretta alle dimissioni” dagli stessi suoi compagni con cui ha condiviso, almeno nei primi tempi, un progetto per il bene della città.
Dalle pagine di questo giornale continueremo, insieme, a tenere testa l’ attenzione sul problema del San Lorenzo, con un dialogo profondo, costruttivo e anche duro, ma sempre rispettoso di tutti.

 >>> “Saitta: no al depotenziamento del San Lorenzo, no alla ripertura del punto nascite”, leggi l’articolo!

Pierpaolo Boschero

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone