ASSISI 2016: I GIOVANI CARMAGNOLESI SULLE TRACCE DI S.FRANCESCO E S.CHIARA

Dal 22 al 26 agosto 2016 si è tenuto il campo giovani Assisi: alla porta del cielo, alla porta della misericordia, cui hanno preso parte i ragazzi della Collegiata di Carmagnola delle annate 2000, 1999 e 1998, assisiaccompagnati dai loro animatori e da Don Giancarlo. Il campo ha rappresentato per tutti coloro che l’hanno vissuto un’esperienza molto particolare, emozionante, incentrata sulla fede, sulla scoperta dei luoghi simbolo e delle storie dei santi del posto Francesco e Chiara, uniti da un profondo e speciale legame di amicizia e spirituale. Assisi si è rivelato molto di più di un semplice luogo di villeggiatura e culto. I ragazzi, infatti, oltre a vivere momenti di preghiera, riflessione e condivisione, hanno potuto visitare affascinanti architetture, dal grande valore artistico e storico, monasteri e chiese, ammirare la bellezza del paesaggio, ascoltare testimonianze di suore e frati sulla vita dei santi Francesco e Chiara, partecipare ad attività didattiche e ludiche, ma soprattutto allontanare da sé ogni tipo di preoccupazione e respirare a pieni polmoni un’atmosfera di pace, tranquillità e silenzio assoluti, in un ambiente intriso di religiosità. Assisi ha permesso ai giovani dei gruppi parrocchiali di venire a contatto con la propria anima, di mettere a nudo e conoscere a fondo le proprie paure e debolezze, senza paura, e di sentire così ancora più vicino al proprio cammino il Signore. I giorni del campo sono stati, sia per gli animati che per gli animatori tutti, divertenti, ma allo stesso tempo istruttivi, in cui ai giochi di ruolo, si sono affiancati scambi di opinioni e attente e coinvolgenti riflessioni spirituali. Martina Pilone (1998), a proposito del viaggio ad Assisi, scrive: “Assisi è stato un Campo diverso dai precedenti. Abbiamo pregato molto sia in gruppo che singolarmente, ma anche svolto attività particolari che ci hanno consentito di arricchire il nostro patrimonio di conoscenze personali. Abbiamo vissuto un’esperienza francescana a tutto tondo, unica, speciale, che ha contribuito a rafforzare ancor di più l’amicizia che già c’era tra i nostri gruppi, indimenticabile per l’allegria con cui gli abitanti ci hanno accolto, per la pace che vi era in ogni luogo. Mi è sembrato di essere, anche se per poco, come in una sorta paradiso, di isola felice lontana dal mondo, dalla violenza, dall’odio e dalla frenesia”. Elena Ajmar (1999), invece, parla della sua esperienza in questi termini: “il viaggio ad Assisi è stato, anche se più breve del previsto a causa del terribile sisma che ha colpito un paese proprio vicino a noi, comunque intenso dal punto di vista spirituale. Abbiamo visitato numerosi luoghi sacri e ci sono stati molti momenti di raccoglimento e condivisione. Ad ogni tappa del nostro cammino ricevevamo una testimonianza di una suora o di un prete, spesso giovani, oppure riflettevamo tutti insieme. Ci sono stati anche momenti divertenti, come la caccia al tesoro tra le vie di Assisi. Nel complesso è stata un’esperienza gratificante, che rifarei sicuramente”. Ma questo campo giovani è stato diverso anche per gli animatori. Ecco come Alessandro Toschino (1994) descrive la sua esperienza: “Coloro che visitano Assisi dicono che tra le sue mura, nei vicoli, nelle chiese e nei monasteri si respiri la pace. Posso confermare che assisi-3è proprio così: Assisi è un balsamo per l’anima, apre i sensi alla meraviglia del suo paesaggio e dell’arte e all’ascolto di una vicenda, quella dei santi Francesco e Chiara, che ha del prodigioso per un piccolo borgo medievale, fuori dalle principali vie di comunicazione. In quanto animatore, mi sento di dire che questa esperienza mi è servita ancora di più per acquisire consapevolezza di me stesso, del mio ruolo. Ho imparato molto, mi sono messo in gioco e ho cercato di vivere a pieno ogni giorno, insieme ai miei compagni e amici animatori Jacopo, Giulia, Gabriele, Isabella, Andrea e Simone. Portare dei giovani a vivere un’esperienza ad Assisi è sempre una grande responsabilità perché spesso le aspettative sono altissime e si può rimanere delusi da quello che accade. Bisogna tenere continuamente tutto sotto controllo: le novità, i programmi, i tempi delle attività e mettere in conto che gli imprevisti possono capitare anche quando meno te li aspetti e stravolgere ogni cosa. Ma fortunatamente, ci sono sempre i ragazzi che con il loro sorriso e la loro voglia di vivere rendono migliore ogni situazione. Assisi è un posto magico, ma solo visitandolo ci si accorge realmente di quanto la fede e la pace siano permeate in ogni dove, di quanto qui tutto diventi un po’ più semplice e anche la vita sembri meno dura e piena di ostacoli da superare, in cui anzi gli ostacoli si trasformano in piccole conquiste da raggiungere insieme, contando gli uni sugli altri ma, soprattutto, affidando i propri passi al Signore. Assisi è un posto da vivere e ogni volta che lo si visita è come se fosse la prima. Ma se si è con le persone giuste, allora ogni sguardo, ogni gesto, ogni sorriso si riempie di un nuovo significato, ti arricchisce come persona e ti fa crescere, dandoti nuovi stimoli per continuare a lavorare con e per altri, ad amare e pregare. Ma c’è sempre qualcosa dietro l’angolo da scoprire, per diventare più umani, per risvegliare una fede che sembrava assopita. Ed è proprio questo che Assisi ti insegna: a non smettere mai di ricercare l’appoggio del Signore e delle persone che ti circondano e che ti vogliono bene per trovare la forza di andare avanti e Vivere pienamente ogni giorno come se fosse un dono”.

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