4 novembre: onore alle Forze armate

Ringraziamo le Forze Armate, Celebriamo l’Unità Nazionale, Ricordiamo i Caduti di tutte le Guerre. Questo il filo conduttore della celebrazione del 4 novembre a Carmagnola. Nella mattinata di domenica 2 novembre autorità, associazioni d’arma e cittadini si sono ritrovati in piazza Manzoni per rendere omaggio alla lapide in memoria dei Cavalieri di Vittorio Veneto che si trova all’interno del palazzo comunale. In corteo, accompagnati dalla Società Filarmonica di Carmagnola, si sono poi portati in corso Sacchirone con omaggio al cippo di viale della Rimembranza. In piazza sant’Agostino è stata deposta una corona al monumento ai Caduti e quindi il sindaco Silvia Testa ha ripercorso le motivazioni dell’evento.

imm3 nov14“Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo” questa frase è il titolo di un libro dello storico Emilio Gentile sulla Prima Guerra Mondiale. Nella sua estrema concisione raccoglie tutta la storia della guerra di cui nel 2014 si commemora l’inizio in Europa. Una guerra i cui protagonisti sono ormai scomparsi e non possono più indicarci, leggendo le lapidi, … ecco io conoscevo quella per- sona, quell’altra era con me al fronte spalla a spalla… Tocca a noi quindi ricordare, ripercorrere quelle vicende che hanno gettato il mondo intero nella barbarie di una guerra, barbarie che solo pochi anni prima, con l’inizio del nuovo secolo, era assolutamente inimmaginabile. L’inizio del ‘900 prospettava nel pensiero comune un futuro di progresso praticamente infinito, di prosperità e benessere per tutti.Il mondo che si voleva costruire finisce invece con l’essere travolto da questa guerra che vede milioni di soldati vivere in trincee un’esistenza degradata, una guerra di massacro i cui motivi sfuggivano a molti di coloro che furono mandati al fronte per combattervi; una guerra che tutti pensavano sarebbe stata breve, un’azione necessaria per consolidare i propri confini o ingrandirli o liberarsi dal dominio di altri Stati. Una guerra globale, quindi, che è stata vinta dalle azioni di soldati, molti dei quali hanno lasciato la vita nelle trincee e negli assalti per garantire alle proprie famiglie e al proprio Paese un futuro migliore. La fine delle attività belliche, tuttavia, non ha portato al progresso sperato ma anzi, ha creato il presupposto per una lunga dittatura. Celebrando il 4 novembre ricordiamo tutto questo: la nostra storia non va dimenticata ma deve essere spunto di riflessione oggi. Viviamo in tempi incerti e in un mondo dove la comparsa di nuove forme di terrorismo e di conflitto si presentano a minacciare la pace e la serena convivenza tra i popoli. Pace non significa solo assenza di guerra ma significa benessere, minori disuguaglianze, condizioni di vita più umane che devono essere garantite anche nei Paesi che oggi vivono la minaccia della violenza, delle lotte intestine, del terrorismo.

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