2015 L’ANNO “COSTITUENTE” PER LA CITTÀ METROPOLITANA

Nato ufficialmente il 1° gennaio 2015, il nuovo Ente sta muovendo i primi passi. Ecco un breve resoconto per orientarci nei cambiamenti che forse pochi conoscono, ma che influiranno sulla vita di ognuno di noi.

 

Dal 1° gennaio abbiamo dato l’addio alle Provincie e abbiamo accolto, nella realtà istituzionale, la Città Metropolitana di Torino che sostituisce la Provincia, e riunisce in questo nuovo organismo tutti i Comuni che la costituivano. La Città Metropolitana è “un ente territoriale di area vasta“, che dovrà assumere la competenza amministrativa sul territorio della Provincia di Torino. Quella di Torino è una realtà unica in Italia, essendo composta da 315 Comuni: è la più grande Città metropolitana d’Italia per estensione territoriale ed ha una complessa articolazione, poiché affianca all’area metropolitana torinese, aree rurali, montane e collinari che hanno peculiarità storiche, culturali ed economiche da salvaguardare.

In questa fase costitutiva la legge prevede che il primo Sindaco della Città Metropolitana sia il Sindaco in carica nel capoluogo (Piero Fassino), affiancato da un Consiglio Metropolitano di 18 membri, che sono stati eletti il 13 ottobre 2014, con votazione espressa dai Consiglieri Comunali e dai Sindaci di tutti i 315 comuni torinesi. E’ stato poi nominato vice sindaco metropolitano Alberto Avetta, attuale sindaco di Cossano Canavese: oltre ad essere il più votato tra i candidati, si è trattata di una scelta di continuità, avendo egli gestito gli ultimi mesi della Provincia in qualità di vice presidente uscente.

Z:lavorointernofoietta00_CITTA_METROConsiglio_21_genZO_caAltri Paesi europei hanno adottato o stanno adottando leggi che riconoscono la dimensione metropolitana. La globalizzazione accresce il ruolo delle aree metropolitane, perché in esse si concentrano opportunità culturali, attività economiche, centri di formazione, servizi sociali. E in prospettiva, sarà impossibile per i nostri piccoli Comuni avere un ruolo riconosciuto nella dimensione europea, se non si uniscono le forze e non si progetta con una visione d’insieme, come stanno già facendo le principali metropoli del continente.

Al momento, le nostre Città Metropolitane ereditano le funzioni fondamentali delle
Province e ne aggiungono altre, come le politiche per lo sviluppo economico. Il tema
delle competenze è fondamentale, e sarà normato dallo Statuto che è in corso di
elaborazione nel Consiglio metropolitano. Una bozza di testo è stata approvata il
21 gennaio dal Consiglio per essere sottoposta alla consultazione di tutte le Città e alla successiva approvazione da parte della Conferenza metropolitana che riunisce tutti i 315 primi cittadini.

Il 9 febbraio si è tenuto in proposito a Chieri un incontro tra Sindaci e rappresentanti dei Comuni della nostra zona e il sindaco Fassino: il nostro territorio ha presentato alcune proposte, principalmente volte a mettere in luce le particolarità ed esigenze della nostra zona. Occorre sottolineare che i Comuni non vengono aboliti o sminuiti: la Città metropolitana avrà un bilancio e delle funzioni distinte da quelle dei Comuni e non sottrarrà risorse né competenze alle amministrazioni locali, perché ciò è espressamente impedito dalla legge: per il nuovo Ente si è coniata la definizione di “Città di città“. La sfida da affrontare sarà quella di riuscire ad assicurare pari dignità a tutti i Comuni: soprattutto i più piccoli e più decentrati non nascondono qualche preoccupazione. A tal fine si sta anche lavorando a definire la perimetrazione delle cosiddette “Zone omogenee” – Pinerolese, Canavese, Eporediese, Val di Susa, ecc. – in cui sarà suddiviso il territorio della Città metropolitana, per dare un riconoscimento all’articolazione del territorio. Lo Statuto prevederà espressamente forme di rappresentanza degli interessi e delle esigenze delle Zone. Tutto il percorso di costituzione del nuovo Ente può essere visionato sul sito istituzionale www.cittametropolitana.torino.it . Un altro punto “caldo” che preoccupa molto tutti gli amministratori locali è quello delle risorse economiche.

La Legge di Stabilità per il 2015 prevede un taglio di risorse globale per le Province e le Città di un miliardo di Euro. L’ANCI (presieduta tra l’altro proprio da Fassino) ritiene che una tale riduzione metterà gli Enti locali in forte sofferenza. Per questo è stata chiesta al Governo la rimodulazione del taglio, sulla base dei fabbisogni reali per l’espletamento delle funzioni. Entro il mese di marzo si attende che il Governo avanzi una nuova proposta che sarà oggetto di confronto tra Governo ed Enti locali.

Infine, è in discussione il tema del personale, in quanto si deve definire la collocazione e l’utilizzo idoneo dei dipendenti in servizio finora alla Provincia. Nel momento in cui aumentano le funzioni delle Città metropolitane, va garantita la necessaria dotazione di dipendenti. La legge prevede che le Città metropolitane si dotino di un Piano strategico triennale, ma intanto devono essere garantiti i servizi finora assicurati dalla Provincia: e non sono materie di poco conto, se pensiamo alle scuole superiori, alla viabilità, alle politiche del lavoro solo per citare le più “pesanti”. Insomma, il 2015 si configura come un anno “costituente” per la neonata Città metropolitana: il Consiglio metropolitano attuale resta in carica fino al termine del mandato del Sindaco del capoluogo.

La nascita della Città metropolitana, oltre ai cambiamenti istituzionali, deve essere occasione di un “cambio di mentalità” anche a livello sociale, economico e culturale. Per questo i soggetti economici, sociali e politici, ed anche il mondo dell’associazionismo, dovrebbero riorganizzarsi e ripensarsi sulla dimensione metropolitana, superando gli storici campanilismi, per essere interlocutori della nuova istituzione.

 

Pierpaolo Boschero

PD propone un piano di sviluppo per la nostra zona —>Leggi l’articolo

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