17 maggio giornata mondiale contro l’omofobia Carmagnola dice stop ad ogni discriminazione

Erano alcuni anni che volevo fare questo reportage, da quando al Circolo Margot avevo visto una bellissima mostra di fotografie di Martina Marongiu “Lesbica non è un insulto”. Ci avevo pensato anche perché era tempo che sentivo voci (le voci carmagnolesi girano anche quando tutti dormono) che dicevano: “sono in tanti e tante a vivere in questa condizione, ma non se ne parla mai“. E, come spesso mi accade, avevo deciso di scrivere “un pezzo” su questo modo di vivere il rapporto di coppia che molti giovani e meno giovani carmagnolesi vivono. Sapendo che il tema non era dei più facili, sono partito dai giovani chiedendo a una amica di organizzarmi un incontro con qualche ragazza lesbica per farmi raccontare come viveva questa sua omosessualità. Intervista che mi è stata negata perché: “Queste ragazze non vogliono raccontare la loro sofferenza perché Carmagnola non capisce e non vuole capire. E poi, te lo devo proprio dire, alcune di loro le conosci da quando sono piccole e non osa- no incontrarti“. Devo essere sincero: non me la sono sentita di insistere.

Quando ho letto le due belle pagine che i colleghi e amici del Corriere di Savigliano hanno scritto qualche settimana fa, mi sono rincuorato e ho ripreso questa idea e ne ho parlato con una coppia di uomini gay della nostra città, ma anche con loro non sono riuscito a farmi concedere l’intervista.

A questo punto due le possibilità: lasciar perdere o farsi aiutare.
Ne ho parlato con Sabrina e Valentina della redazione del nostro giornale e insieme abbiamo deciso che non si poteva “cercare di far finta che i gay e le lesbiche a Carmagnola non esistono” che “certo sono anche loro figli di Dio, ma l’importante è che non siano i miei figli” e che “Poverini. Forse la loro condizione è una malattia. Li possiamo accettare, ma l’importante è che non se ne parli” e così abbiamo deciso di presentare ai nostri lettori questo lavoro.
Oggi, mentre scrivo, è la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, per dire “no” a tutte le forme di discriminazione che continuano a colpire le persone gay, lesbiche e bisessuali. Con questo lavoro giornalistico abbiamo voluto dare il nostro contributo per combattere ogni forma di discriminazione e per dire a tutti i nostri lettori che essere gay o lesbiche non è una malattia da curare, ma un modo diverso di vivere l’amore. Concludo dicendo che, anche se è difficile parlarne a Carmagnola, sono i giovani che daranno un futuro diverso alla città. Abbiamo deciso di fare la prima pagina su questa realtà in occasione del 17 maggio. E come dicono i ragazzi del Margot: “Tutte le volte che mi baci scompare un omofobo”. Voi lettori, cosa ne dite?

 

Pierpaolo Boschero

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