Gli atti di vandalismo non sono una soluzione ai problemi

“Come sapete nelle settimane scorse Carmagnola è stata oggetto di un episodio di vandalismo che ha colpito l’istituzione scolastica.

Mi riferisco alla distruzione del materiale contenuto nella palestra della scuola primaria del 3° Comprensivo da parte di alcuni alunni.

Tutto il materiale psicomotorio, colorato e faticosamente organizzato negli anni, è stato trasportato da un grosso camion nella discarica comunale. Non si è recuperato nulla perché la polvere nociva degli estintori ha distrutto tutto. I bambini che frequenteranno le future classi prime, almeno per ora, non potranno più usufruire di questo materiale. Anziché svolgere l’attività motoria divertente e giocosa, che molti alunni hanno sperimentato, ritorneranno a fare la lezione di ginnastica più strutturata per bimbi così piccoli. Addio piacere di costruire case, di nascondersi, di giocare con il proprio corpo, di tuffarsi dal trampolino con salti sempre più alti, con capriole, poi all’indietro, arrampicarsi per lasciarsi andare superando paure e scoprendo nuove emozioni.

Schermata 2014-07-20 alle 22.12.52Al di là del pesante danno economico, vorrei sottolineare, come insegnante ed amministratore, la gravità del fatto sul piano morale e civile.

Mi rivolgo ai ragazzi che hanno compiuto questo gesto e dico loro: “Il vostro atto vandalico ha offeso gli alunni, i docenti e tutti coloro che ogni giorno si impegnano per garantire una scuola migliore”.

Desidero chiedervi: “Perché?”.
Cosa vi ha spinto ad arrivare fino a tanto, a distruggere un bene comune, a privare voi ragazzi di uno spazio così importante?

Le risposte possono essere molte. Probabilmente l’avete fatto per noia, solitudine, malcontento, rabbia. Vi dico che queste motivazioni non possono avere come valvola di sfogo la violenza. Non è la soluzione giusta. Sappiate che distruggere non è la via migliore per uscire da ciò che vi preoccupa.

A voi insegnanti chiedo di continuare a lavorare in modo che i nostri ragazzi siano sereni, rispettino se stessi e gli altri. Aiutiamoli nella loro crescita quotidiana, sosteniamo i loro sforzi, a fare i conti con il mondo in cui loro diventeranno adulti. Per questo il nostro compito è di operare con passione senza lasciarci sopraffare dalla fatica. Non dimentichiamo che in una realtà spesso carente di punti di riferimento, siamo noi per primi, esempi coerenti da seguire.

Ma la scuola non è sufficiente a far diventare i nostri ragazzi cittadini maturi. Quest’impegno coinvolge in primo luogo le famiglie.

So bene quanto il genitore sia il mestiere più difficile di questo mondo. Ma sono i genitori a tenere il timone e a dover condurre la barca anche in mezzo alla tempesta.

Mi rivolgo, quindi, a voi genitori consigliando di non abbassare la guardia. Educate i vostri figli al bene comune, al rispetto, alla tolleranza. Sappiate essere vigili, cogliere un loro eventuale malessere: imparate a stare loro vicini in un’età così delicata, a parlare con loro senza remore, ma nello stesso tempo con fermezza.

Infine, un invito ai cittadini di Carmagnola. I ragazzi carmagnolesi sono ‘figli’ di tutti. Ognuno di noi può fare la sua parte, rivitalizzando il sistema dei valori comuni, preservando i luoghi comuni e la cosa pubblica. Insomma, l’esempio è il miglior antidoto contro ogni deriva violenta.

Vi ringrazio per l’attenzione, con la speranza che il civismo della nostra Città sappia andare oltre questo fatto increscioso e rinsaldare il senso della comunità.

 

Cordiali saluti Pio Caon, Assessore all’Istruzione Comune di Carmagnola

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