Egregio Direttore,

a scriverle sono gli 80 dipendenti di una ditta di ristorazione collettiva presente sul territorio carmagnolese da molti anni. Le scriviamo perché seriamente preoccupati per il nostro futuro lavorativo. A differenza di molte aziende che negli ultimi anni sono state costrette a chiudere i battenti per la crisi, la nostra ha avuto la fortuna di espandersi ed acquisire nuovi appalti e di conseguenza favorire nuovi posti di lavoro. Ma è proprio da questo incremento di produzione che nascono i nostri problemi, negli ultimi anni la presenza del nostro stabilimento non risulta più gradita ad una famiglia residente nei pressi di quest’ultimo. I signori in questione, hanno quindi intrapreso una battaglia legale nei confronti dell’azienda e dobbiamo dire che a poco sono serviti gli forzi della direzione per trovare un compromesso. Dopo avere regolato l’accesso dei fornitori in orari più consoni e con mezzi di dimensioni più ridotte, dopo aver adeguato gli orari lavorativi in modo che le attrezzature non provocassero eccessivo rumore, la notizia degli ultimi giorni pare sia che l’appezzamento di terreno sterrato di proprietà dell’azienda che su richiesta del vicino era stato adibito a parcheggio per fare in modo che le automobili dei dipendenti non transitassero di fronte alla sua abitazione, verrà smantellato. Questo costringerà i dipendenti a trovare parcheggio nella piazza della borgata o per le vie della stessa; vogliamo far notare che negli anni alcuni dipendenti incauti che hanno osato parcheggiare lungo la via principale sono stati vittime di atti vandalici, guadagnando vetri rotti e carrozzerie danneggiate. Ora, noi dipendenti, abbiamo la seria preoccupazione che l’azienda, proprio a causa di questa situazione conflittuale, possa pensare di spostare la sede in un’altra città, costringendoci a lunghi viaggi e magari anche ad un ridimensionamento dei posti di lavoro. Ci piacerebbe sapere come reagirebbero i signori se qualcuno della loro famiglia vivesse un’esperienza analoga. Chiediamo urgentemente tramite le pagine del suo giornale, che il Sindaco e le autorità competenti possano intervenire per trovare un compromesso ragionevole e civile, che possa permettere a tutti noi padri e madri di famiglia di poter semplicemente continuare a svolgere il nostro lavoro.

 

I dipendenti di Euroristorazione.

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