Una vita H24

In questo periodo di feste Natalizie appena trascorso, tra regali e cene in famiglia, mi ha lasciato molto pensieroso l’urlo di rabbia lanciato dalle commesse del centro commerciale “Le Gru” di Grugliasco, quando la direzione del complesso ha annunciato che nel periodo natalizio i negozi dello Shopville sarebbero stati aperti fino alle 24. Simona, infatti così ha commentato la decisione: “Siamo persone, non siamo schiavi della nuova epoca, abbiamo la nostra dignità, abbiamo i nostri diritti, abbiamo famiglie, abbiamo figli… vorremo vivere anche noi la nostra vita. Due anni fa ci avete obbligato a lavorare tutte le domeniche, volevo ricordare che le domeniche non sono più considerate festivo, per cui rientrano nelle ore ordinarie, volevo ricordare che i più fortunati arrivano a guadagnare poco più di 1000 euro al mese, volevo ricordare che siamo persone… io rivoglio la mia vita… Per cui mi rivolgo a voi consumatori: non recatevi a comprare nella grande distribuzione, e se andate non recatevi la domenica e in orari dove potete stare con le vostre famiglie, perché anche a noi piace mettere a letto i nostri figli…”

Il grido lanciato da Simona è la richiesta di non “disumanizzare” questa vita sociale che progressivamente sta portando le persone a scontrarsi con una “consuetudine” che durava da secoli nella vita comune. Il riposo domenicale, infatti ha un’origine pagana. Il 7 marzo 321 l’imperatore Costantino stabilì che il primo giorno della settimana (il giorno del Sole, dies Solis) doveva essere dedicato al riposo. Nel cristianesimo la domenica è il giorno da dedicare al culto: si ricorda la risurrezione di Gesù e si santifica la domenica attraverso la partecipazione all’Eucaristia e il riposo dal lavoro. Tutte le domeniche sono giorni di precetto. Un appello drammatico quello della commessa torinese che evidenzia un malessere che sta attraversando la nostra società in cui sembra che non esistano più regole se non quelle legate al profitto. Modi di gestire il business che ormai scavalcano ogni regola sociale e in cui la vita personale e famigliare sono messe in discussione dalla mancanza di lavoro: i pochi fortunati che possono lavorare devono accettare ogni sorta di richiesta, nella speranza di mantenerlo questo lavoro, sperando così di poter continuare ad avere un futuro. Certo in passato e tutt’oggi assistiamo ad episodi che fanno emergere l’altro lato della medaglia. Quando emergono alle cronache le realtà di coloro che si fanno pagare, spesso in ambienti lavorativi pubblici, mentre sono tranquillamente in palestra o a fare la spesa, ti rendi conto che forse stiamo pagando, tutti noi, un diffuso abbandono del senso civico in cui l’unica cosa che conta è fare i propri interessi. Ma la difficoltà di rapportarsi con un mondo sempre più globale in cui vivono fianco a fianco persone disperate che non hanno nulla e che sono disposte ad accettare qualunque tipo di lavoro a qualunque condizione pur di poter guadagnare qualche soldino e poter mangiare, ci costringerà sempre più a fare i conti con questa situazione. Sono stato a Roma in questi giorni e vedere come la maggior parte dei camerieri e dei commessi dei negozi del centro non sia italiano, ti fa pensare al perché di questa situazione, ti chiedi perché ci sono pochi italiani che fanno questi lavori e poi quando vai a Londra (o in alte città europee) trovi, molto spesso, giovani italiani che vengono a chiederti cosa desideri prendere. Anche qui a Carmagnola, da qualche mese un importante e storico supermercato ha deciso di dare un servizio aggiuntivo: essere aperto 24 ore su 24. All’inizio ho pensato che sarebbe stato solo una mossa di marketing, in quanto non potevo immaginare che qualcuno, a Carmagnola, potesse uscire con il carrello della spesa pieno alle quattro di notte. Invece sembra che un certo successo questa iniziativa l’ha avuta (e continua tutt’ora). In attesa di riceve i dati ufficiali dell’affluenza e della valutazione di questa scelta da parte della direzione del supermercato, abbiamo lanciato un sondaggio in rete per raccogliere le opinioni dei nostri lettori. Le domande della giornalista del Corriere Sabrina Quaranta sono state molto cliccate nel web e abbiamo raccolto risposte in tutta Italia (e qualcuna di carmagnolesi che ora vivono all’estero). Vi invito a leggere questa interessante inchiesta che riproporremo anche nei prossimi numeri in attesa di ricevere anche le vostre opinioni, nella speranza di trovare delle risposte a questa situazione in cui ci troviamo a vivere oggi. Una realtà difficile da capire e da interpretare ma a cui urge una risposta, specie legislativa, per evitare che la nostra vita diventi pian piano, H24.

 

Pierpaolo Boschero

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