Sono orgoglioso di voi

Tempo fa avevo scritto un editoriale che aveva fatto discutere. Parlavo dei giovani carmagnolesi che tante difficoltà trovavano per passare il loro tempo libero e del- le difficoltà dei genitori nello “scarrozzare” i propri figli non ancora in età di patente nelle multisale delle città vicine a Carmagnola.
Tante polemiche perché denunciavo la “totale mancanza” delle politiche giovanili che hanno accompagnato la storia della nostra città. Una mancanza istituzionale che a mio avviso continua tutt’oggi, visto che non esistono prospettive per una decisa e perentoria strategia politica che possa pensare a cosa si potrebbe fare per i giovani nella nostra città.

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Ma se le istituzioni peccano in progettualità e lungimi- ranza in merito ai giovani di Carmagnola, come spesso accade, è “la stessa natura” a pensarci.
Ho voluto infatti dedicare la prima pagina ai giovani della nostra città che, devo essere sincero, mi hanno emozio- nato in queste ultime settimane e mi hanno fatto sentire fiero di loro.

Quando ho visto Alberto e Mattia sul palco del concerto del primo maggio a Roma, mi sono commosso, pensan- do a quando li ho incontrati sul palco del circolo Margot e ho pensato “questi faranno strada”.

Quando i ragazzi di Carmagnola hanno invaso piazza S.Agostino e uno dopo l’altro sono “crollati” sul porfido della nostra città, quelle stesse strade che hanno visto settant’anni fa molti nostri giovani morire per la libertà di cui oggi godiamo, sono stato certo che il ricordo di que- sta ricorrenza che molti sperano passi, prima o poi nel dimenticatoio, continuerà anche nelle prossime genera- zioni.

Quando ho potuto vedere le foto e sentire i commenti dei tanti giovani che, nella festa del 1° maggio, hanno dato una “nuova vita” a quell’oratorio che per molti decenni è stato il mio come per molti della mia età, il punto di riferimento, mi sono sentito proprio commosso. Con il primo maggio a Casa Frisco quell’oratorio dove

don Silvio e don Beppe, insieme a molti di noi allora giovani abbiamo pensato di “cambiare il mondo”, forse proprio in queste giornate si è realizzato.
Quando al posto di portare sempre mia figlia quindicenne e le sue amiche al cinema a Moncalieri, mi hanno fatto deviare la macchina per andare al “Diskopartyzani” del Margot ho avuto la certezza che il progetto che alcuni anni fa ho condiviso con Daniele e altri amici sul dare una opportunità ai giovani di Carmagnola nel creare uno spazio alternativo (in realtà l’unico) della nostra città avrà sicuramente un futuro.

Purtroppo, e dico purtroppo, troppo spesso mi ritrovo a pensare che nella società di oggi è già tanto che le mie ragazze, i nostri giovani, i nostri ragazzi siano dei bravi ragazzi e riescano a “fare” quello che da adulto ritengo il “minimo sindacale”: studiare, andar bene a scuola, seguire i corsi all’università, divertirsi ma senza eccessi e senza troppe distrazioni, dare una mano in casa e ogni tanto dimenticarsi di quel maledetto telefonino che sempre più li allontana da ogni relazione umana.

Ma queste non sono che elucubrazioni di un adulto che pensa, forse troppo spesso, che i giovani di oggi non abbiano un animo sociale, che non abbiano sogni, speranze, voglia di costruirsi un futuro diverso, migliore di quello che noi siamo riusciti a fare. Lo stesso pensiero che avrà sicuramente accompagnato alcuni (spero pochi) presenti in piazza sant’Agostino e abituati ad una celebrazione ingessata e troppo istituzionale e che avrà accompagnato i tanti politici (con alcune eccezioni senza dubbio) che si sono susseguiti nel palazzo comunale e che hanno pensato che i peperoni e i palazzi potessero dare un futuro alla nostra città.

Oggi non posso che essere orgoglioso di questi nostri ragazzi carmagnolesi e chiedere loro scusa di tutte le volte che ho dubitato della loro voglia di impegnarsi per un mondo migliore e di non essere riuscito (almeno quanto meritino) a creare una Carmagnola a loro misura. Grazie ragazzi, sono orgoglioso di voi.

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