Quale Matteo per Carmagnola?

L’Italia tornerà alle urne a fine maggio e, stando alle intenzioni di voto dichiarate, lo sconforto e lo smarrimento degli italiani continua, nonostante le rassicurazioni di Renzi e le sfuriate di Salvini. Ormai, con Berlusconi che ha segnato il passo (anzi si inciampa un giorno su due come capita spesso agli anziani), sono loro i veri protagonisti della scena politica italiana.

Da un parte il leader che guida il Partito Democratico, nonostante abbia stravinto le primarie del suo partito e abbia “rottamato” molti personaggi politici, non riesce a far breccia nel cuore di molti del suo stesso gruppo politico. Che l’Italia avesse bisogno di un “manager” più che di uno statista era da molti visto come l’unica soluzione per risollevare l’Italia, abbandonando i soliti giri di parole e passando ai fatti. Probabilmente molti nella sinistra italiana non sapevano bene a cosa andassero incontro nel consegnare le sorti del nostro Paese a un leader decisionista.

Questo ha portato a dover scegliere spesso senza discutere troppo, a lasciare da una parte una fetta di “welfare” per cercare di mirare al risanamento delle casse statali.
La conseguenza è stata che non solo alcuni dirigenti hanno lasciato il partito (Cofferati e Civati per esempio) ma la stessa base della sinistra è oggi “spaesata” di fronte al “renzismo terminale” (come lo definisce Marco Revelli) che “ha già cambiato il DNA del suo partito d’origine, trasformandolo in un ectoplasma risucchiato in alto, tra le mura di Palazzo Chigi, e avviandosi verso quello che a ragione è stato definito il “partito unico del Premier”. E lo vediamo sui temi della scuola, sui temi del lavoro, sui temi delle riforme, anche costituzionali, che in nome di “tanto io vado avanti lo stesso” vengono approvate in parlamento a suon di “fiducie” a scapito del dibattito che era stato l’humus su cui i padri costituenti avevano scritto la nostra Costituzione.

Dall’altra parte, una destra orfana del suo leader e incapace di mettere da parte personalismi e piccoli feudi, fa emergere a suon di slogan e frasi precostituite Matteo Salvini.
Erano anni che la Lega non vedeva il suo consenso popolare andare così in alto, anche se ad ogni uscita del leader del carroccio e ad ogni suo intervento sono forti le contestazioni e gli insulti, tanto che solo qualche giorno fa ad un corteo a Massa ci è scappato anche il ferito. “La violenza è da condannare senza esitazione – ha detto la senatrice di Sel Alessia Petraglia – ma non meno gravi sono i temi che ogni giorno la Lega agita parlando agli istinti più bassi delle persone, svilendo questioni importanti e facendo della xenofobia il proprio marchio di fabbrica”. Sarà, ma oggi queste sono le parole d’ordine di una destra senza leader che non riesce a fare altro che sperare che si riesca a trovare un personaggio che possa governare le sue sorti. Intanto ci si accontenta di sentire Salvini. Questo è il panorama nazionale e vedremo se il risultato delle urne riuscirà a chiarire la situazione. Intanto, anche nella nostra città, è iniziato il conto alla rovescia per le prossime elezioni amministrative. Infatti tra meno di dodici mesi torneremo a votare per eleggere il sindaco della città. E, a ben guardare, ci sono tutti i sintomi di una stagione politica difficile e per nulla scontata. I fermenti politici sono iniziati (banchetti di proteste, lettere appesa ai muri, facebook che imperversa) e le prospettive sono ancora vaghe. Basterà alla sinistra e a Silvia Testa presentarsi ai carmagnolesi dicendo: “abbiamo pagato tutti i debiti lasciati da Surra, rimesso i conti comunali a posto?”. Si accontenteranno i cittadini di nuove promesse o le voci che bocciano l’amministrazione accusandola di non aver mantenuto i programmi fatti cinque anni fa avranno la meglio? Ma soprattutto, riuscirà il centro sinistra a trovare un nuovo candidato, nel caso che Silvia Testa non voglia ricandidarsi, credibile alla città?

Se la sinistra non ride, anche la destra non è in acque migliori. Riusciranno i tanti schieramenti a compattarsi attorno ad un nuovo candidato per presentarsi ai carmagnolesi come una vera alternativa alla sinistra?
Riusciranno i tanti personalismi che da sempre caratterizzano la destra carmagnolese a fare quel fronte comune che negli ultimi decenni si è registrato solo con la candidatura di uno sconosciuto politicamente (allora) come Gianluigi Surra? Riuscirà la Lega a trovare, finalmente, un leader che la possa portare al consenso che ha a livello nazionale e puntare su un vero candidato che possa aspirare alla poltrona di sindaco?
Tante domande, tanti interrogativi.
Destra e sinistra hanno ancora tanto da discutere e decidere. La prima cosa che dovranno fare sarà scegliere il loro “Matteo” per presentarsi in una veste nuova ai carmagnolesi.

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.”
Margaret Mead

Pierpaolo Boschero

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