Non sono tutti uguali?

Mi sono sempre rifiutato di accettare lo slogan che passa di bocca in bocca ormai da troppo tempo : “Tanto sono tutti uguali”.
Mi sono sempre rifiutato perché pensavo che all’interno della politica le mele marce potessero essere un’eccezione, che riuscivano ad intaccare gli ideali e la ricerca del bene comune che, così ritenevo, doveva animare gli interessi di chi decideva di fare della politica il proprio mestiere.

Ingenuità? Forse, ma, come ho già detto, non ci volevo credere che fossero tutti uguali. Purtroppo le ultime scoperte della “Mafia Capitale” a Roma hanno minato, e non poco, questa mia convinzione.
Quando ho sentito che dalla Roma Capitale quello che dirigeva le logiche politiche erano le buste gonfie di euro distribuite dai postbanditi della Magliana e altri personaggi delle cooperative rosse che servivano a tacitare assessori e funzionari comunali, qualche dubbio mi è venuto.

Matteo Renzi si è affrettato a dichiarare che “Questo sistema fa schifo”, ma troppe ombre esistono sugli incontri, ormai documentati, con i Buzzi e i Carminati: Marino ha incontrato Buzzi durante la campagna elettorale e ha ricevuto dalla sua cooperativa un finanziamento; l’ex sindaco Alemanno è stato il primo a dare alle loro cooperative appalti nel mondo del sociale e dell’emergenza; il ministro Poletti si è intrattenuto a cena con quelli della cricca quando era presidente della Lega delle Coop; Renzi ha avuto Buzzi come ospite pagante in compagnia di suoi qualificati sodali nella cena del 7 novembre all’Eur per finanziare il Pd.

Tutti nel Pd, come nel PDL e in quasi tutti i partiti politici (forse solo i grillini, a oggi, ne escono bene) sono più o meno “schifati”, “agghiacciati”, “inorriditi”, ma in tanti, troppi si sono intrattenuti con loro e hanno preso soldi anche se in modo trasparente (fino a prova contraria) da questi personaggi.

E dobbiamo ricordare che ora è scoppiato il “bubbone” di Roma, ma anche Mila- no, Bologna e la stessa Torino, come moltissime altre amministrazioni comunali, sono state interessate dallo stesso malcostume che si è trasformato in reato. E ha poco da gridare Matteo Salvini che a Roma “ci vorrebbe un sindaco leghi- sta” in quanto non sono stati ancora dimenticati i diamanti comprati dall’economo dalla Lega in Africa.

Ma quello che più mi ha lasciato sconvolto è stato quando, questa settimana, commentando questi fatti con un mio amico di Carmagnola che mi ha detto:

“Ma Boschero cosa pensi, che siano solo le grandi città ad essere così? Chissà, se la magistratura indagasse anche nelle città come Carmagnola, forse scoprirebbe cose simili. Tu che sei un giornalista, dovresti fare un po’ di inchieste e vedere com’è la realtà”.

Già, chissà se nelle nostre città ci sono politici e “gente del mondo di mezzo” che si intrallazza.
Può darsi, certezze non ce ne sono, prove tanto meno, persone che vogliano “mettere il naso” manco a parlarne. Tutti pensano di sapere, ma nessuno parla.

Ma vedremo come andranno a finire i prossimi appuntamenti “politici ed economici” che Carmagnola dovrà affrontare nei prossimi anni, come ci si comporterà: penso al nuovo piano regolatore che da qui a breve dovrà essere rivisto e riimpostato; penso al destino di piazza Italia e della zona del mattatoio; penso ai nuovi centri commerciali che stanno nascendo; penso alle case che spuntano come funghi in terreni agricoli, e a quelle che verranno.

In effetti io sono della stampa, e di queste cose ne ho sempre sentito parlare, ma non ci ho mai creduto (o forse non ci ho mai voluto credere).
Sono sempre stato ottimista, certo che il cuore della maggior parte di chi sedeva a Palazzo potesse essere guidato da ideali più alti.

Ho sempre pensato che i politici, come i professionisti e le persone comuni, si distinguessero, in primo luogo, tra gente onesta e gente disonesta. Che un politico vero, sia di destra che di sinistra, non lo si capisce dal suo colore politico ma dalla sua rettitudine.

Forse non bastano più le professioni di ottimismo a frenare questa emorragia che sta dissanguando il nostro Paese.
Forse è proprio ora di indagare e fare pulizia di tutti coloro che per troppo tempo sono stati con le mani nella marmellata.

Questo prima che sia troppo tardi, sperando di poter tornare a dire, a testa alta: “non sono tutti uguali”.

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