L’anno della Misericordia

Fin da quando è stato scelto come successore di Pietro, ho subito pensato che forse un rinnovamento della Chiesa sarebbe stato possibile. Il nuovo Papa latinoamericano mi ha subito ispirato una simpatia che non ho mai nascosto nei miei editoriali, anche se, immaginando le “difficili dinamiche ecclesiali” che avrebbe trovato negli uffici romani, occorreva vedere nei fatti quanto sarebbe riuscito a cambiare la Chiesa nel suo profondo.

Ma dopo le sue ultime parole, mi sono di molto rincuorato, pensando che forse è giunta l’ora:

“Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “Sia-
te misericordiosi come il Padre (cfr Lc 6,36)”.

Con queste parole, pronunciate nel giorno che segna il secondo anniversario della sua elezione, Papa Francesco ha annunciato l’indizione di un Anno Santo Straordinario della Misericordia. Parole che hanno colto tutti di sorpresa, e per tutti non intendo noi poveri fedeli, ma intendo anche gli addetti ai lavori (il primo fra tutti il cardinal Bagnasco), segno che le decisioni le prende proprio Bergoglio.

Un Papa che trasmette, che sorprende per la sua “incarnazione” nella realtà umana, tanto da riuscire a stupire ed emozionare il mondo di oggi che è ormai avvezzo a questi sentimenti: come quando è sceso in mensa e si è messo in coda fra lo stupore dei suoi “dipendenti”, o come quando ha dichiarato che desidererebbe poter andare in pizzeria tranquillamente.

“Il messaggio di Gesù è la misericordia. Per me, lo dico umilmente, è il messaggio più forte del Signore”, ma quanto sei forte Bergoglio, ho pensato. Già perché il termine “misericordia” sembra essere uscito dal vocabolario delle nostre Chiese locali, sostituito da altri “atteggiamenti” che spesso hanno come messaggio subliminale la preservazione delle certezze raggiunte e di quella effimera verità che porta alla superbia del giudizio. Ma è lo stesso Francesco che manda un chiaro messaggio a tutti i cristiani:“Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio; tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è grande il peccato e maggiore dev’essere l’amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono”.

Il Papa ci dice come le nostre comunità non devono chiudere le loro porte all’Amore di Dio, perché nessuno può giudicare il cuore degli uomini: “La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero; la strada della Chiesa è proprio quella di uscire dal proprio recinto per andare a cercare i lontani nelle periferie”.

Parole difficili, impegnative che spesso nelle nostre realtà rimangono solo scritte sui fogli delle riunioni e dei ritiri spirituali. E anche nel nostro piccolo universo carmagnolese, tanti sono gli esempi di come la parola “Misericordia” sia interpretata nei più diversi significati.

Sono numerose le associazioni, religiose e non, che offrono aiuto alle persone in difficoltà a diverse latitudini: sono ben note le raccolte fondi, alimenti e materiali per aiutare fratelli meno fortunati di Paesi lontani. Poi ci sono quelli che si dedicano al territorio: in prima linea le Caritas che con iniziative diverse aiutano le famiglie, non solo con distribuzione di alimenti, ma anche con un vero e proprio supporto materiale che ha nel “donare senza giudicare” il suo fondamento o danno una mano ad aiutare i disoccupati e gli immigrati nel trovare una soluzione alle proprie sofferenze. Poi ci sono altre “associazioni” religiose che interpretano a modo loro la Misericordia. E’ il caso dell’Opera Tre Marie Testimonianza Laicale Cristiana che da quasi due anni tiene chiusa la struttura di piazza Manzoni con 16 alloggi, quando l’emergenza casa è una delle più grandi sofferenze di questi tempi. O come la “Confraternita della Misericordia” (già proprio della Misericordia) che è balzata alle cronache nazionali per aver sfrattato un inquilino in quanto, da quando aveva perso il lavoro, non riusciva più a pagare l’affitto dell’alloggio che la stessa associazione possiede; la Confraternita non ha voluto rivedere la decisione neppure quando l’inquilino ha ritrovato il lavoro e sarebbe stato nella condizione di regolarizzare la sua posizione.

Ma come detto prima, la secolarizzazione dello spirito umano spesso contamina anche il cuore di molti cristiani che della Misericordia dovrebbero esserne i primi testimoni. “Solo Dio guarda il cuore degli uomini con Misericordia e coglie in profondità il vero spirito con cui agiscono nel mondo”, e questo permette, a chi crede, di essere certo che solo il Misericordioso per eccellenza saprà giudicare le azioni di chi agisce in suo nome.

Il Vangelo insegna che l’uomo cambia la sua vita, la sua mentalità, si converte al bene non perché viene sgridato, rimproverato, punito, ma perché si scopre amato nonostante sia peccatore.

Marko Ivan Rupnik (Teologo gesuita sloveno)

Pierpaolo Boschero
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