Far finta di niente

Mentre l’Italia cerca di barcamenarsi all’interno dei suoi problemi ormai cronici, tra nuovi posti di lavoro (promessi e che stentano ad essere creati), scontri all’interno dei partiti con minacce di scissione a destra e sinistra ma senza che nulla cambi veramente e una crisi internazionale legata e condizionata dalla minaccia (ormai non solo più tale) del fondamentalismo islamico, mi sono trovato in difficoltà questo mese a scegliere su quale argomento impostare il mio editoriale.

Ma lasciando perdere le dispute nazionali e internazionali, vorrei riflettere con voi su quello che è accaduto negli ultimi giorni di marzo nelle piazze di Carmagnola. Nella struttura polifunzionale di piazza Antichi Bastioni si sono riuniti a far festa gli aderenti della Lega Nord di Carmagnola, il partito di Matteo Salvini che ha visto il leader stesso partecipare alla manifestazione e portare il suo messaggio politico a centinaia di iscritti e simpatizzanti.

A poche decine di metri, in piazza S.Agostino, nello stesso momento, molti giovani e meno giovani si sono ritrovati per la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale.
Su Facebook gira un bel video realizzato da due giovani della nostra città (Massimiliano Manzo e Danilo Rinaldi) che quella sera del 20 marzo hanno messo a confronto le due piazze, con interviste, richieste di pareri e consigli su come salvare il nostro paese. Hanno ottenuto risposte diametralmente opposte, che mi hanno fatto molto riflettere.
Era prevedibile incontrare opinioni molto diverse. Questa possibilità è scontata oggi in Italia anche se non bisogna dimenticare, come ho detto ai miei amici di Azione Studentesca a pag.23, che ciò è possibile perché i nostri nonni sono morti per darci questa libertà.
Non mi ha stupito trovare “due anime” molto diverse. Mi fa riflettere vedere che spesso, quando non si parla di politica, queste diversità vengano accantonate… e mi domando: si tratta di tolleranza o di ipocrisia? Provo a spiegarmi.
Alla festa della Lega di Carmagnola sono state decine le persone giovani e meno giovani (quasi cinquanta a detta degli organizzatori) che si sono dedicate anima e corpo per la riuscita della festa. E altri giovani si sono seduti a tavola nella piazza s.Agostino per la festa contro la discriminazione razziale. I due “mondi” però spesso si incontrano: si ritrovano insieme nel gestire le feste dei borghi di Carmagnola, o negli oratori a far giocare i bambini, o nelle attività di aggregazione. Certo, è possibile scindere gli ambienti che si frequentano: ma qualcosa non mi torna. La proverbiale “riservatezza piemontese” consente di evitare di parlare di “cose serie”, così da non rischiare di farsi troppo male e mantenere inalterata quella “facciata” che permette il quieto vivere.

Sinceramente non so cosa dire. Non mi torna pensare sedute fianco a fianco due persone che seguono ideali di vita così diversi. Certo questa è la democrazia come la viviamo oggi, in cui ognuno è libero di dire quello che pensa. Ma la diversità tra i valori fondanti è sempre più netta. Tra chi segue slogan come: “Cosa farei se fossi Renzi o Alfano? Darei un preavviso di sei mesi, poi farei intervenire la ruspa e raderei al suolo i campi dei rom” e chi dice “Dobbiamo, in quanto cittadini che credono in valori quali uguaglianza e accoglienza, far sì che la multi etnicità diventi risorsa culturale e sociale per noi e per le generazioni future”, ci sarà pure una differenza? Ci sarà una differenza tra quei giovani che sempre in piazza s. Agostino hanno cantato un anno fa a squarciagola Bella Ciao e quelli che hanno distribuito i volantini davanti alla scuole dicendo che sono contro “i professori di sinistra che tentano di riempirti la testa di balle, con le loro favole sui partigiani e le loro lagne sulla tolleranza e il rispetto per gli immigrati che ti stanno togliendo tutto”. Non stiamo parlando di parole dette da vecchi comunisti e vecchi fascisti legati ad ideologie che ormai hanno lasciato la realtà dei fatti per essere relegati nei libri di storia. Stiamo parlando di giovani che, con lo zainetto, tutti i giorni prendono il pullman insieme, che insieme condividono la passione per lo sport o il banco a messa la domenica, ma che in fondo, nei loro cuori, la pensano diametralmente all’opposto.

Non capita in qualche paese sperduto, capita a Carmagnola. E capita oggi. Fino a quando si potrà far finta di niente e continuare un quieto vivere, dimenticando che sui valori fondanti della propria vita, la si pensa così diversamente? Non lo so, ma temo il momento in cui non si potrà più far finta di niente.

Pierpaolo Boschero

“Fascisti e nazisti hanno dimostrato per tutti i secoli a venire quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell’uomo dopo milleni di vita civile; si sono intravisti i sintomi di una malattia troppo grave, perchè sia lecito tacerne.
Chi può dirsi immune da questa infezione?”
Primo Levi

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