Aprite le porte del vostro cuore

In una giornata nebbiosa, come da anni non si vedeva l’8 dicembre a Carmagnola, la nostra città ha accompagnato l’Immacolata e, in un abbraccio ideale, ha partecipato all’apertura dell’anno giubilare che Papa Bergoglio ha voluto indire sulla Misericordia.

Come a Roma il Santo Padre apriva la porta Santa, così a Carmagnola si aprivano le porte della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo per celebrare la festa della santa patrona. Mentre scorrevano le letture, i canti e le preghiere in Collegiata, avevo proprio d’innanzi la statua della Madonna, tanto venerata in città, e nel vedere la chiesa gremita di gente, mi sono venuti in mente alcuni pensieri che condivido con voi.
Mentre don Giancarlo ricordava più volte come il “Patto” di amicizia e di amore tra la Vergine e Carmagnola si è stretto nei secoli non tramite la parrocchia ma tramite l’amministrazione comunale, che nei diversi secoli si è rivolta a Lei per “chiedere aiuto” nei momenti più difficili e terribili che i carmagnolesi hanno vissuto nella storia della città, mi è venuto da pensare come da sempre la religione cattolica abbia riconosciuto come determinante il ruolo di Maria nella storia di Gesù e nella storia della Chiesa e su di essa abbia orientato la sua devozione. Una donna non calata dal cielo ma concreta, storica, che è stata rifiutata da tutti mentre doveva partorire e che ha pianto mentre suo figlio moriva. Una donna a cui fedeli e città intere si sono rivolte per chiedere aiuto, nonostante la laicità degli Stati. E Carmagnola non fa eccezione, anzi, infatti l’Immacolata è l’unica che riesce a far sentire Carmagnola e i suoi borghi un’unica città. Un sentimento che spesso neanche le diverse amministrazioni che si sono alternate in Comune, sono riuscite a trasmettere ai cittadini.
Difficile trovare nelle altre religioni un ruolo così importante per una donna. Anche in questo il messaggio di Cristo è straordinario. Per noi oggi è normale pensare che le donne hanno la stessa dignità e gli stessi diritti degli uomini, e ci scandalizziamo che in altri stati e in altre religioni non sia così, ma se ci pensate solo fino a 70 anni fa le donne non potevano votare ed era sancito per legge che a parità di lavoro, guadagnassero la metà degli uomini e sono solo quarant’anni che lo Stato Italiano ha garantito la parità legale fra i coniugi, e molti altri esempi si potrebbero fare.
Ma questa “differenza” riguarda solo gli uomini, non quell’Uomo che 2015 anni fa nasceva in medio oriente e che avrebbe diviso la storia in un prima e in un dopo: la donna protagonista della storia del mondo e Maria ne è stata l’esempio per eccellenza.

Una protagonista che ha incarnato nella sua vita storica e reale, quella devozione ad un Dio che, come oggi ci ricorda Papa Francesco, è un Dio Misericordioso. “Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia”, ha detto Francesco: “Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza”.

L’invito del papa è quello a non trascurare lo spirito del Buon Samaritano, emerso dal Concilio Vaticano II, rinnovando l’incontro tra la Chiesa e gli uomini e riprendendone la spinta missionaria di 50 anni fa.

In queste settimane tanto si è parlato dei “segni” della nostra religione, con tanto di politici con in braccio un presepe o a cantare a squarciagola “Tu scendi dalle stelle“, quasi a sottolineare come questi segni rappresentino la tradizione della fede cristiana. Sono gli stessi pronti a dimenticare le parole di Cristo (non di un leader politico), riportate dall’evangelista Matteo (non da un giornalista qualunque): “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato” (Mt.25,31-46) .
Queste parole sono state pronunciate da quel Dio morto in croce, che molti milioni di persone venerano, e ci dice che sarà su queste “azioni” misericordiose che verremmo giudicati e non se nelle nostre scuole o nelle nostre case era presente un presepio.

Pierpaolo Boschero

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